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Rivista di Vita Spirituale 79 (4/2025)

Anno di stampa: 2025
Numero pagine: 128
Autore: AA.VV.
ISBN: 979-12-5452-092-5

STUDIO E VITA
La forza evocativa dei sensi nel rito: toccare la parola
ELENA MAZZON

Dopo l’articolo sulla forza evocativa dell’olfatto apparso in questa rivista [RVS 78 (2024) 393 – 408], proseguiamo il nostro viaggio attraverso i sensi alla scoperta del tatto. Creati da Dio, plasmati e rifiniti dalle sue abili mani di vasaio: toccare non equivale ad uno sfiorare distratto. Toccando le cose o i corpi degli altri (abbraccio di pace, segno di croce con l’olio), sperimentiamo la loro vicinanza ma anche il limite invalicabile che questa comporta e ciò che è oltre questo limite è intangibilità. Il con-tatto diventa segno dell’in-tangibile ed è in questo gioco che si manifesta tutta la valenza simbolico-religiosa e liturgica del codice tattile.

Vita consacrata
Il servizio dell’autorità nella comunità delle carmelitane scalze
RAFAŁ ALEKSANDER WILKOWSKI, OCD

Sebbene molto sia già stato detto sul servizio dell'autorità nella Chiesa, e più particolarmente nel Carmelo, non sembra superfluo riprendere questa riflessione, basandosi sui documenti più recenti della Chiesa, senza mai dimenticare le fonti carismatiche ovvero l’ideale presentato da Teresa di Gesù. La priora, superiora maggiore, deve condurre la comunità, promuovendo l’obbedienza nel rispetto delle Costituzioni, evitando tuttavia rigore e autoritarismo. La sua funzione è quella di animare, unire e ricordare la missione della comunità, favorendo la comunione, il discernimento e la collaborazione fraterna. La leadership deve essere esercitata come servizio basato sull’amore e sulla ricerca della volontà di Dio, guidando con dialogo e ascolto. Con la recente legislazione e il Magistero della Chiesa, si è ampliato il ruolo della priora a livello giuridico, confermando allo stesso tempo la sua responsabilità pastorale.


Carmelo vivo
Thérèse. Santa per un’umanità che fatica a credere
BRUNO MORICONI, OCD

Gli ultimi mesi della vita di Teresa di Lisieux sono caratterizzati, come lei stessa confessa, da una dura prova, una “notte della fede” in cui tutte le sue precedenti certezze vengono avvolte da una profonda oscurità. Teresa di Lisieux non vive questo momento nel lamento e nel dramma, ma, al contrario, lo trasforma in una profonda e vera esperienza del Dio del Vangelo, rivelato in Gesù. Un’esperienza che diventa luce per i lontani − con i quali si sente solidale − ma anche incoraggiamento per i credenti, affinché compiano il cammino della chiamata universale alla santità enunciata dal Vaticano II e successivamente confermata dal Magistero, nonostante le difficoltà reali anche sul piano spirituale. Di fronte a modelli irraggiungibili di pienezza cristiana, pii e agiografici, la testimonianza di Thérèse si presenta come una mano tesa a tutti, un incoraggiamento concreto all’esperienza di Dio del semplice battezzato e particolarmente importante per il nostro tempo, caratterizzato dalla secolarizzazione.

A 25 anni dalla Spes aedificandi. Edith Stein
MARCO PAOLINELLI, OCD

Edith Stein è modello di una ricerca assidua della verità, culminante nella consegna di sé alla Verità che è Cristo; Cristo, poi, nel mistero della Croce, che ci rivela il senso del dolore come cooperazione all’opera della Redenzione. Meno note della sua dottrina spirituale, dei contributi fenomenologici e della “filosofia cristiana”, sono le sue tesi antropologico-politiche. Spicca in esse l’attenzione alla nozione di “popolo”; ogni popolo essendo visto, in analogia col singolo essere umano, come unico e irripetibile, portatore di un dono e di un compito particolari nella storia dell’umanità. Del popolo si dicono le relazioni con lo Stato e con i valori eterni che esso è chiamato a incarnare; il singolo ha rapporti vitali col popolo, che tuttavia non è per lui quanto c’è di più alto, essendo fatta, ogni singola persona umana, per la comunione con Dio.

Vita della Chiesa
Il pericolo ariano secondo John Henry Newman
GIORGIO MASCHIO

Il concilio di Nicea (325 d.C.) fu il primo dei grandi concili ecumenici dell’antichità. La dottrina diffusa dal presbitero Ario divideva profondamente i vescovi della Chiesa, allora appena uscita dal tempo delle persecuzioni. La ricorrenza del suo diciassettesimo centenario può farci riscoprire lo scritto con il quale J.H Newman esordì nel campo della patristica: “Gli ariani del IV secolo”. Non ancora trentenne, egli studia con passione gli scritti dei Padri coinvolti nella controversia, con essi scopre che per conoscere Dio occorre seguire la via da Lui stesso tracciata, la via della Scrittura e della Tradizione. Il concilio, molto contrastato, aveva dato espressione alla fede ininterrotta della Chiesa cattolica e mostrato la grandezza di Dio nel farsi uomo. Al tempo stesso aveva gettato le basi per riconoscere la dignità inviolabile dell’uomo.

L’abbraccio della speranza
per i giovani attraverso l’insegnamento della Religione Cattolica

MICHELANGELO NASCA

Le nuove generazioni affrontano un mondo complesso e incerto, caratterizzato da instabilità economica e sociale. Le indagini rivelano che, nonostante una certa resilienza, la speranza è spesso offuscata da preoccupazioni concrete, crisi familiari e dall'influenza dei social media, che rischiano di sostituire le relazioni umane.
In questo contesto, l'insegnante di religione, assume un ruolo fondamentale. L'Insegnamento della Religione Cattolica, visto come scelta consapevole e strumento di crescita critica, aiuta gli studenti a riflettere sul significato della vita e a sviluppare un pensiero critico. L'insegnante di religione può agire come “fattore di speranza” offrendo ascolto, promuovendo relazioni significative e fungendo da testimone coerente, contribuendo a formare individui capaci di sperare attivamente e di sentirsi accolti.


Recensioni
J.F. Barco, «Tutto Ti offro, Signore». Vita di Maria Felicia di Gesù Sacramentato, Chiquitunga

E. Barucco, Il Giardino Mistico di Venezia. Il “giardino mistico”
dei Carmelitani Scalzi di Venezia: un itinerario spirituale
con “Il castello interiore” di santa Teresa d’Avila


M. Nasca, Papa Francesco. Misericordia e perdono