Rivista di Vita Spirituale 79 (3/2025)
Anno di stampa: 2025Numero pagine: 128
Autore: AA.VV.
ISBN: 979-12-5452-083-3
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Lo straordinario nell’ordinario
STUDIO E VITA
Ildegarda di Bingen e la Ignota lingua
GIUSEPPE REGUZZONI
L’articolo esplora la Ignota Lingua, un glossario enigmatico attribuito a Ildegarda di Bingen. Considerata da alcuni un gioco mistico e da altri un codice sacro, la Lingua ha suscitato interesse filologico e teologico-spirituale, da Wilhelm Grimm a Sarah Higley. Il glossario, ricco di termini relativi a natura, corpo e spiritualità, mostra legami con tradizioni antiche e con tutta l’opera di Ildegarda. Non si tratta di una lingua segreta in senso stretto, ma di una sintesi creativa, forse destinata all’uso monastico. L’analisi discute anche le controversie interpretative, suggerendo che la Lingua Ignota sia più espressione del senso del mistero che strumento di comunicazione strutturata.
VITA CONSACRATA
Papa Francesco: la vita consacrata profezia di speranza
STEFANIA TASSOTTI
Papa Francesco nel corso del suo pontificato ha sempre invitato con forza a riscoprire e vivere la vita consacrata in modo più autentico, rinnovato e profondo. Ha ricordato spesso quanto questa scelta sia fondamentale per il cammino della Chiesa e per la società, come esempio di fedeltà al Vangelo e di servizio ai fratelli. In questo anno giubilare, con il motto Pellegrini di speranza, l’articolo propone alcune riflessioni utili per ripensare il presente della vita consacrata e, soprattutto, è un invito a guardare al futuro con una speranza creativa e gioiosa radicata in un incontro autentico e profondo con Dio, testimoniando con coerenza uno stile di vita diverso, basato sulle Beatitudini e costruito su relazioni fraterne sincere e profonde. Guidati dallo Spirito Santo, la vita consacrata diventa così una vera e propria profezia che indica la strada verso un mondo più giusto, più compassionevole e più fedele alla volontà di Dio.
CARMELO VIVO
Teresa d’Avila pellegrina di speranza
(II parte)
IACOPO IADAROLA, OCD
Nella seconda parte di questo articolo esploreremo ulteriori piste del pellegrinaggio della speranza di santa Teresa di Gesù, sempre a partire dai suoi testi, con particolare riferimento al dono del timore di Dio – spesso visto in contrapposizione alla speranza, quando invece ne è il suo principale alleato – e alla dimensione della preghiera, la quale ci insegna ad andare oltre la nostra speranza per contemplare la speranza di Dio in noi.
Con lo sguardo rivolto ad Oriente:
Melania la Giovane e Teresa di Gesù
ALESSIA MARTINO, OCD
Due donne feconde e fondatrici, capaci di integrare e armonizzare la tradizione mistica e spirituale d’Oriente e d’Occidente. La prima ritirandosi in Palestina e la seconda rivitalizzando, in modo originale, la Regola carmelitana. Tra viaggi, eremi, cenobi femminili e maschili, hanno esortato i loro seguaci a una preghiera vigilante, nell’umiltà, nel lavoro e nell’amore vicendevole. In tempi di transizione, segnati da confusione sociale e dottrinale sono compagne di formazione qualificata, continua ed efficace.
La vita mistica di Teresa di Lisieux
LUIGI BORRIELLO, OCD
A cento anni dalla canonizzazione di Teresa Lisieux, è mio intento presentarla quale mistica dei nostri giorni, non già come mistica spettacolare dai grandi fenomeni straordinari, ma proporre la sua vita vissuta nel solco che il Signore le aveva tracciato, ossia fare cose molto ordinarie in modo straordinario. Ne consegue che la sua santità di vita non sta nei fenomeni mistici, ma nella sua stessa vita in Dio rivelatosi in Cristo, quella che chiamo vita mistica: la vita di Dio trasmessa a lei per partecipazione e interpretata nella piccola via, quella via apparentemente insignificante ma che costituisce il vissuto della sua esistenza terrena.
Divina empatia.
La filosofia cristiana di Edith Stein
ANTONIO BELLINGRERI
Il testo propone un ingresso nell’universo di Edith Stein. Con la conversione ella ha ricevuto il dono di vedere che uno è il destino dell’uomo, del mondo, di Dio; e, secondo lo stile di filosofia cristiana messo in atto, solo l’amore riconosce l’Amore. L’esito della sua ermeneutica metafisica è un’ontologia che comprende l’essere a partire dal dono della Creazione e della Redenzione, orizzonte di senso di una spiritualità eucaristica. Ora, in essa ciò che di più divino si rivela di Dio è la Croce, il volto misericordioso di un Dio che si svuota della sua divinità per salvare la nostra finitezza. È il Mistero a lei personalmente affidato; traccia un cammino offerto alla Chiesa e all’umanità della nostra epoca: quanto conferisce alla sua opera il valore di un nuovo inizio.
Alcune riflessioni sul canto e la musica nell’esperienza di Dio nei santi del Carmelo
ENNIO LAUDAZI, OCD
L’Autore, richiamandosi ad alcune riflessioni di papa Benedetto XVI, offre alcune annotazioni sul rapporto tra musica e la vita e le opere di due santi carmelitani, Giovanni della Croce ed Elisabetta della Trinità. Le riflessioni si allargano al rapporto tra bellezza e sacro e all’esperienza del bello come via verso Dio.
VITA DELLA CHIESA
La speranza come prospettiva ultraterrena
MONS. SAVERIO CANNISTRÀ, OCD
«Dio è il fondamento della speranza – non un qualsiasi dio, ma quel Dio che possiede un volto umano e che ci ha amati sino alla fine: ogni singolo e l'umanità nel suo insieme. Il suo regno non è un aldilà immaginario, posto in un futuro che non arriva mai; il suo regno è presente là dove Egli è amato e dove il suo amore ci raggiunge» (Benedetto XVI, Spe salvi, n. 31).
Recensioni
F. PISTILLO OCD a OCDS Ordine Secolare dei Carmelitani Scalzi, Alla ricerca del senso della vita (Atti del convegno nazionale 2023)
A. PAPPALARDO OCD a E. Varden, Castità. La riconciliazione dei sensi
P. DONNA a C. Gentili, Luce Dentro



