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Rivista di Vita Spirituale 78 (1/2024)

Anno di stampa: 2024
Numero pagine: 128
Autore: AA.VV.
ISBN: 979-12-5452-048-2

Studio e vita

Le figure di Maria e dei santi nelle Fiabe dei fratelli Grimm
GIUSEPPE REGUZZONI

Dopo una breve introduzione alla genesi delle «Fiabe» dei fratelli Grimm, nel suo nesso con la confessione evangelico-riformata, viene evidenziata la permanenza in alcune di esse di elementi di religiosità popolare cattolica, in modo particolare riguardo al culto dei santi e al culto mariano. In un’epoca in cui la polemica calvinista contro il cattolicesimo era ancora viva, questo dato di fatto, ancora poco studiato in Italia, è dovuto tanto al rigore filologico dei due illustri linguisti tedeschi che all’influenza che su di loro ebbe un autore cattolico come Clemens Brentano, sostenitore dell’idea romantica di «poesia di natura».

Carmelo vivo
Per amore di Dio e degli uomini.
Coordinate teologico–canoniche riguardanti la vita e la missione degli eremiti

MARCO ZENERE, OFM

Con la pubblicazione degli Orientamenti: La forma di vita eremitica nella chiesa particolare. Ponam in deserto viam (Is 43,19), da parte del Dicastero degli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica (2021), l’affascinante fenomeno della vita eremitica, realtà che dal III secolo ha trovato crescente diffusione sia in Oriente che in Occidente, riceve nuova luce e comprensione. Il contenuto del canone 603 del codice di diritto canonico del 1983 viene ora illuminato dal contributo del recente documento: definizione del proprium, relazione con la chiesa locale, inserimento nel tessuto diocesano, costituiscono le prospettive di riferimento per cogliere la preziosità di questa forma di consacrazione.


Attualità dell’esperienza mistica di Teresa di Lisieux
SAVERIO CANNISTRÀ, OCD

La proclamazione del dottorato di Teresa di Lisieux segna una nuova tappa nella recezione della sua dottrina. Mentre in passato si è cercato di far rientrare la sua esperienza nello schema della mistica classica, è ormai tempo di ripensare la nozione di esperienza mistica e di unione con Dio alla luce del magistero di Teresa di Lisieux. In effetti, bisogna storicizzare la visione tradizionale della mistica che si colloca in un’epoca ben determinata, tra il XVI e il XVII secolo. Teresa di Lisieux manifesta la sua distanza da quel modo di concepire l’esperienza di Dio (e probabilmente proprio a questo si deve la sua particolare sintonia con Giovanni della Croce). La proposta di Teresa può essere sintetizzata come il passaggio da una mistica dello straordinario e dell’esperienza sensibile a una mistica dell’assenza, o più esattamente, della presenza nella forma del desiderio.

Teresa e Teresina: «C’est la confiance» che le unisce
IACOPO IADAROLA, OCD

L’esortazione apostolica C’est la confiance di Francesco sulla fiducia nell’amore misericordioso di Dio afferma in apertura che «La data della pubblicazione, memoria di Santa Teresa d’Avila, vuole presentare Santa Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo come frutto maturo della riforma del Carmelo e della spiritualità della grande Santa spagnola». Il presente articolo si propone di vagliare la portata di quest’affermazione ripercorrendo sommariamente i principali tratti del carisma teresiano-abulense ereditati nel magistero teresiano-lexoviense, soffermandosi in particolare sul principale tra di essi ovvero quell’attitudine all’offerta della vita, intrinseca alla fiducia nelle misericordie del Signore, cara a Teresa d’Avila: è tale attitudine ciò che è maturato e che ha fruttificato abbondantemente nell’Atto di Offerta all’Amore Misericordioso di santa Teresina, traducendo la fiducia in affidamento, l’abbandono in dono di sé quale via di santificazione universalmente accessibile (qui l’innovazione nella continuità) a tutti.


Nascere “dal vuoto”. L'esperienza del vuoto in san Giovanni della Croce
DAVIDE BIANCHINO, OCD

Il vuoto esistenziale è una delle espressioni che meglio connota il male di vivere dei nostri tempi. Cosa può dire su questa esperienza, propria del vissuto umano, un'anima vissuta in Spagna nel 1500? In questo articolo cerchiamo una risposta attraverso l'epistolario di san Giovanni della Croce.


Giovanni, Elisabetta e i veri adoratori.
Meditazione su Gv 4,19-24

ROBERTO FORNARA OCD

In pochi versetti, il dialogo di Gesù con la samaritana si concentra dieci volte sul tema dell’adorazione. Un attento esame della disposizione delle forme verbali rivela che essa non è affatto casuale, ma volta a sottolineare una serie di opposizioni che sminuiscono l’importanza del culto tradizionale nelle sue forme abitudinarie e stereotipate e rivelano il nuovo culto in spirito e verità. L’espressione presenta una forte connotazione trinitaria, cristologica ed ecclesiologica. Particolare rilevanza viene data all’uso dei participi del verbo “adorare”, per connotare i veri “adoranti” in spirito e verità. In conclusione, l’articolo presenta l’appropriazione e la rilettura esperienziale che una mistica carmelitana, santa Elisabetta della Trinità (1880-1906), ha fatto di questo brano evangelico.


Recensioni

Cristiana Dobner ocd a M. De Goedt,
Esprit et idéal du Carmel

Rosario Bologna ocd a L.M. Epicoco,
Per custodire il fuoco. Vademecum dopo l’apocalisse

Carla Dal Piaz osa a P. Salvatori,
Dono e impegno. Un cammino tra temperamenti e virtù