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La poesia "di confine" di Clemente Rebora

Rivista di Vita Spirituale 66 (2012/6:591-595)
Autore: Roberto Fornara

Editoriale

Clemente Rebora è una delle figure di spicco della poesia religiosa del Novecento. Egli è apprezzato tuttavia forse più per poesie precedenti la sua conversione, che non per le poesie religiose. L’Editoriale prende perciò in esame i suoi Canti anonimi, una raccolta di liriche degli anni Venti, non propriamente religiose, ma senz’altro indicative di un’evoluzione interiore del poeta in tal senso. Dall’immagine tesa, la poesia finale della raccolta, ne è un chiaro esempio. L’atmosfera liminale, la sensazione di “stare sulla soglia”, non è infatti riconducibile al solo desiderio di rompere con il passato, o di superare il dramma della guerra mondiale, ma è piuttosto da attribuire a un nascente sentimento del poeta che assume la
forma di un’attesa e di una speranza in Qualcuno che sta per sopraggiungere.