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La Chiesa magisteriale e Teresa di Lisieux

Rivista di Vita Spirituale 65 (2011/6:593-628)
Autore: Paola Mostarda

Studi

Abitualmente, quando si parla di Teresa di Lisieux e la Chiesa, si parla della sua ecclesiologia, della sua immagine della Chiesa, del suo rapporto con essa e con i suoi ministri. Si pensa alla geniale costruzione simbolica che Teresa inventa nel manoscritto B per illustrare il suo senso della Chiesa Universale; si pensa soprattutto alla sua “passione” per i sacerdoti, all’impegno preso per loro all’ingresso al Carmelo; si pensa alla sua avventura romana con il Papa. Si cerca insomma di capire come Teresa veda la Chiesa. Quasi mai ci si chiede come la Chiesa veda Teresa. In questo breve approfondimento, vogliamo invece rovesciare la prospettiva e domandarci come la Chiesa guardi e comprenda Teresa. Vogliamo farlo partendo proprio dall’autobiografia della santa, cercando brevemente e per quanto possibile segni
dello sguardo della Chiesa su Teresa Martin durante la sua vita, per arrivare all’uragano di gloria sempre crescente che dopo la sua morte ha costretto vescovi e papi a interessarsi a lei, fino alla proclamazione del Dottorato e oltre.