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Il pensiero antropologico di Igino Giordani

Rivista di Vita Spirituale 65 (2011/6:643-662)
Autore: Angela Anna Tozzi

Articoli

Chi è Igino Giordani? È possibile rispondere: uno sposo e padre di famiglia, scrittore, giornalista, apologeta, politico. Ma anzitutto, un cristiano la cui vita, «pur così presa dall’attività scientifica e letteraria, è radicata nel Vangelo e nella persona di Gesù Cristo». La vastità delle sue opere lo presenta come un pensatore sistematico, autore di una opera che – nonostante appaia priva di unità esterna – è fortemente segnata da una sostanziale unità interna che le viene dal motivo d’ispirazione fondamentale: l’esistenza cristiana, la chiamata di ogni uomo ad essere “altro Cristo”. Giordani sottolinea con somma chiarezza il legame ontologico di Cristo, immagine del Dio invisibile, con l’essere umano. L’aspetto più innovativo della sua antropologia è il suo spiccato accento trinitario, che mette in evidenza ogniqualvolta parla della persona umana, già negli anni ’30 e che approfondisce e sviluppa con forza e chiarezza a partire dal suo incontro con la spiritualità dell’unità proposta da Chiara Lubich. Sia la realtà cristologica che la realtà trinitaria determinano l’essenza e le caratteristiche proprie della vita del cristiano, nel quale Giordani vede realizzata la persona umana, in Cristo e mediante lo Spirito.