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Il Memoriale nella liturgia della Chiesa delle origini

Rivista di Vita Spirituale 66 (2012/6:597-608)
Autore: Giovanni Maria Tomasi

Studi

La Chiesa primitiva, pur iniziando scrupolosamente a celebrare un memoriale simile a quello stabilito dal Maestro, è intervenuta per proteggerne il contenuto; separandosi dalla sinagoga ha istituito un simile servizio di letture; e ha continuato a utilizzare le preghiere giudaiche, compiendo delle scelte ben precise. Si potrebbe schizzare questo quadro rappresentativo del memoriale, nella vita della Chiesa degli apostoli, con questi toni: 1) La comunità dei credenti ha coscienza di aver ricevuto dal Signore il comando di ripetere le parole e i gesti della Sua ultima cena, e li considera la norma di ogni celebrazione liturgica, pur inserendoli in preesistenti eucologie giudaiche; 2) Nel riattuarli crede di essere convocata alla presenza del Signore sacrificato e risorto; 3) L’azione memoriale della Chiesa, che conduce alla sacramentalizzazione del corpo e del sangue di Cristo, si separa definitivamente dalla liturgia della sinagoga; 4) La Chiesa si sente chiamata a unirsi all’offerta di Gesù che è il sacrificio reale e definitivo, desiderato e voluto in tutti i sacrifici dell’AT.