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Giuseppe e Maria coinvolti insieme nello stesso evento salvifico

Rivista di Vita Spirituale 48 (1994/3:244-262)
Autore: Tarcisio Stramare


DOTTRINA E VITA

La «redenzione» è senza dubbio il tema dominante di Giovanni Paolo II. Enunciato a chiare lettere nella sua prima enciclica «Redemptor hominis», esso riappare nella «Redemptoris Mater», nella «Redemptoris custos» (=RC) e nella «Redemptoris missio». La redenzione avviene secondo un disegno, denominato l’«economia della salvezza», nel quale «l’incarnazione e la redenzione costituiscono un’unità organica e indissolubile» (RC, n. 6).
Poiché tale disegno redentivo «ha il suo fondamento nel mistero dell’incarnazione» (RC, n. 1), si comprende perché Giovanni Paolo II abbia fatto seguire alla «Redemptoris Mater» «alcune riflessioni su colui al quale Dio “affidò la custodia dei suoi tesori più preziosi”»: «Proprio a questo mistero Giuseppe di Nazareth “partecipò” come nessun’altra persona umana, ad eccezione di Maria, la Madre del Verbo Incarnato. Egli vi partecipò insieme con lei, coinvolto nella realtà dello stesso evento salvifico, e fu depositario dello stesso amore, per la cui potenza l’eterno Padre “ci ha predestinati ad essere suoi figli adottivi per opere di Gesù Cristo” (Ef 1,5)» (Ibidem).