+39 06 5812385 info@ocd.it Iscrizione alla newsletter
Login

Lettere – Teresa di Gesù

Anno di stampa: 1983
Tipo di copertina: cartonata
Numero di pagine: 1358
Autore: Teresa di Gesù

ISBN:978-88-7229-960-9

Dall'Introduzione di padre Egidio di Gesù:

"Non si conosce così bene un individuo come attraverso la sua corrispondenza privata. Senza le preoccupazioni della pubblicità, l’individuo manifesta meglio se stesso. All'amico non si ha nulla da nascondere, perché tutto in comune. I rapporti con i conoscenti sono improntati a una maggiore libertà, senza il bavaglio delle convenienze che tarpano le ali e imprigionano lo spirito entro formule ricercate, spesso non sincere. Gli affari che toccano gli interessi o stuzzicano le più intime suscettibilità mettono a nudo i sentimenti dei singoli, che spesso appaiono, con sorpresa, piedi di cupidigia, di acrimonia ed egoismo. Insomma, la corrispondenza privata è lo sbocco di quella spontaneità di sentimento che mette in mano all’indagatore il filo per scrutare le anime: una sola lettera vale, a questo scopo, più di mille pagine di stampa. Con la persuasione che il proprio scritto epistolare non ha che la vita di un giorno e di un solo lettore, non si cura tanto la ricercatezza dello stile, per amore del quale molte volte si sacrifica il pensiero, non si ha la preoccupazione di badare a nascondersi o ad apparire migliori, perché al destinatario già noti: si agisce semplicemente, spontaneamente, come in una conversazione privata, senza fronzoli di retorica, senza apparati di ufficialità, ma in umile veste da camera, molto atta a manifestare quali si è.
Santa Teresa di Gesù ha scritto opere importanti che la fanno un astro di prima grandezza nel cielo della Chiesa. Ma incompleto è il concetto che si ha di lei fermandosi soltanto a quelle opere. Queste ci manifestano la donna eccezionale, che, dotata di rari dono di natura e di grazia, tocca la terra soltanto con i piedi mentre la sua anima è sempre nell’azzurro; la donna che discende dal Sinai delle più intime comunicazioni divine con in mano le tavole rinnovate della legge per dar vita ad una riforma, alla quale si sono invano applicati, e a più riprese, uomini d’ingegno e di coraggio; la donna che non sdegna nel «Cammino di perfezione» di dimenticare le sublimità delle vette raggiunte per balbettare con gli incipienti le prime parole della perfezione e adattarsi al loro incerto camminare, ma che poi, nel «Castello», prese le ali dell’aquila, si slancia poderosamente, di tappa in tappa, fino alle mansioni supreme, oltre le quali, su questa terra d’esilio, non v’è nulla da desiderare; la donna dal cuore ardente, dal coraggio indomito, dalla chiaroveggenza lungimirante, che riempie di stupore le menti, suffraga del suo nome le disquisizioni dei mistici, e fa esclamare al padre Faber: «Non ringrazieremo mai abbastanza Iddio d’averci dato una santa Teresa di Gesù». Dall’Autobiografia al «Castello Interiore» è tutta un’ascesa luminosa, in cui non si sa se più ammirare la grandiosità dell’impresa o l’energia del carattere, la sublimità dell’argomento o la semplicità della forma.
Ma santa Teresa non è tutta qui. Abbiamo solo le linee fondamentali del quadro: i particolari ci sfuggono, le sfumature non sono ancora tratteggiate. ..."

Introduzione alle Lettere del Monastero delle Carmelitane Scalze di Monte San Quirico (LU).


LE LETTERE DI SANTA TERESA DI GESÙ (d’AVILA)

di p. Jerzy Nawojowski OCD

«Lo scambio epistolare di solito allevia la nostalgia degli assenti…». Lo dicevano già gli antichi della corrispondenza scritta tra amici. E uno scrittore contemporaneo di santa Teresa di Gesù (1515-1582), considerava le lettere come immagini delle nostre anime e capaci di trasmettere «all'amico assente i segreti della nostra anima, ciò che ciascuno si dice appena davanti alla fronte».

Le lettere di santa Teresa di Gesù, quelle che conosciamo oggi (poco meno di cinquecento), furono scritte praticamente tutte nel terzo periodo della sua vita (1562-1582), nella maturità umana, spirituale e mistica della loro autrice. Non sono nati con la stessa intenzione o scopo del Libro della Vita, Il Castello interiore, Il Cammino di Perfezione o Le Fondazioni, opere teresiane senza dubbio considerate letteratura mistica. Allo stesso modo, i Rapporti, il Commento al Cantico dei Cantici, o le poesie di santa Teresa, a cui nessuno nega una fisionomia chiaramente spirituale e mistica. L'Epistolario, invece, nasce dal desiderio di comunicare e dalla necessità di gestire la sua nascente opera fondazionale.

C'è chi dice che Teresa «in letteratura si configura, soprattutto, come scrittrice di lettere. Depositaria di esperienze ineffabili che deve trasmettere ai suoi coetanei in un momento in cui alle donne è vietato il ruolo esplicito di insegnante e rettore -si pensi al sospetto di teologi e moralisti davanti agli scritti delle donne alfabetizzate-, veicolo del trattato dottrinale è inesorabilmente chiuso».

Ma le lettere, sono anche scritti sparsi come foglie di un albero autunnale, irradiano mille colori delle esperienze umane. Trasmettono una mistica di fondo della loro autrice, codificata in un modo molto determinato dal suo genere letterario e incarnata nelle forme della vita quotidiana.

Forse per questo Otger Steggink dice «ci è voluto tanto tempo, più di tre secoli, per autorizzare la pubblicazione di alcune lettere della Santa. Nei secoli XVII, XVIII e XIX -secondo il gusto del tempo- si riteneva opportuno divulgare solo le lettere dal contenuto edificante e quelle che attestavano una visione realistica dell'uomo e del mondo o trattavano argomenti ritenuti profani. Non c'era alcuna esitazione, nemmeno, a deformare gli autografi teresiani, persino a cancellare e rendere illeggibili parole e frasi non conformi alla spiritualità dualistica. I commenti ai suoi scritti erano, naturalmente, in sintonia con questo criterio».

Nelle opere più grandi, santa Teresa fa di tutto per nascondersi. Ed è comprensibile. Leggiamo e ascoltiamo la sua voce, ma la vediamo di lato. Vuole rivelare solo Dio nella sua vita e nella sua opera. L'Epistolario non gli permette affatto di farlo perché le lettere «sono lo specchio della sua fisionomia umana sorpresa in pieno movimento. Tutto ciò che è stato rinchiuso nella sua anima, il suo genio, le misericordie di cui Dio l'ha dotata sia della natura che della grazia, appaiono qui iridescenti nell'infinito mutare dei rapporti sociali…».

Nelle lettere la sentiamo passare al nostro fianco come una donna che parla e ride, spumeggiante vigorosamente e risolve con ottimismo gli eterni problemi della vita mortale. È la direttrice dei suoi conventi, ha i suoi parenti, le imprese, le sue malattie e si prende cura della sua salute, trabocca di tenerezza verso le ragazze ma deve anche porsi contro i suoi calunniatori e nemici del suo lavoro... E molte altre cose sono contenute nelle sue lettere dove la sua anima si lascia contemplare come se avesse un corpo.

Jerzy Nawojowski OCD,
Professore e Segretario del CITeS
Universidad de la Mística, Avila, Spagna.

INDICE GENERALE
Prodotti correlati

La mia vita. Il libro delle misericordie di Dio

Anno di stampa: 2021
Numero pagine: 720
Autore: Teresa di Gesù
Curatrici: Carmelo di Legnano
Traduttore: Massimo Fiorucci
28,00 €26,50 €

Fioretti di Teresa di Gesù. Aneddoti, leggende, fatti e detti

Anno di stampa: 2018
Tipo di copertina: plastificata lucida
Numero pagine: 108
Autore: Tomás Álvarez (1923-2018)
12,00 €11,50 €

Opere – Teresa di Gesù

Anno di stampa: 2014
Tipo di copertina: cartonata con sovraccoperta
Numero pagine: 1974
Autore: Teresa di Gesù
30,00 €28,50 €