Il «Divino Cantico» di san Giovanni della Croce
Anno di stampa: 2011Autore: Antonio Maria Sicari
Numero di pagine: 488
Coedizione: Jaca Book & Edizioni OCD
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ISBN edizione cartacea: 978-8816304925
Il titolo di questo volume trasferisce all'opera di san Giovanni della Croce la definizione ("Divino Cantico") che egli dava del biblico Cantico dei Cantici. Per secoli questo sacro poema era stato commentato per offrire ai credenti "trattati" sul mistero della Chiesa e sulla mistica unione dell'anima con Dio. Poi, sul finire del XV secolo, la cristianità s'era lacerata e la teologia aveva cominciato a indurirsi nelle controversie e nelle sottigliezze esegetiche, al punto da dimenticare (o perfino temere) l'antico Cantico, cuore della Scrittura. Giovanni della Croce assunse allora la missione di commentarlo in forma nuova, anche poetica: così il testo sacro rivisse nel suo Càntico Espiritual, un poema che "arde di passione più di qualsiasi poesia profana", ma in cui si sente aleggiare "lo Spirito di Dio che è passato di qui, abbellendo e santificando tutto" (Damaso Alonso). In seguito, commentando ripetutamente il proprio Cantico (e aggiungendovi altri poemi), egli potè annunciare alla Chiesa la centralità assoluta dell'amore sponsale che Dio offre a ogni singola creatura umana. Un Dio "inaudito" che, dalle pagine del mistico spagnolo, può parlarci così: "Io sono tuo e per te; sono felice di essere come sono, per essere tuo e donarmi a te" (L 3,6).
Nel titolo del volume la definizione di Divino cantico che san Giovanni della Croce dava al Cantico dei cantici è trasferita invece all’opera del santo, che attraverso il suo Cantico espiritual volle annunciare alla Chiesa la centralità assoluta dell’amore sponsale che Dio offre a ogni singola creatura umana. L’a., a partire da una propria traduzione delle poesie, ripercorre tutto l’itinerario spirituale di san Giovanni, riproponendone l’attualità per la Chiesa di oggi: «La sponsalità mistica – già realizzata nella persona stessa di Cristo – non è una preziosa categoria affidata alla spiritualità, ma è il contenuto ultimo di tutta la cultura cristiana… Ed essa deve tornare a essere l’annuncio rivolto con immediatezza al cuore di ogni uomo ».
Tratto dalla Rivista Il Regno 2011 n. 8











